Tre domande (e tre risposte) per provare a ripensare e immaginare nuovamente lo spazio che quotidianamente vivono i bambini, la loro cameretta.
1 – È bene coinvolgere il bambino nell’arredo-organizzazione della cameretta?
FilosofiaCoiBambini non va a caccia di universali: la Casa, la Cameretta, e così via, non esistono.
Esiste la Casa come particolare, ubicata in una città particolare, in una via particolare, dove vive una famiglia particolare.
Bisogna evitare ogni fraintendimento metafisico e rifuggire da standardizzazioni e omologazioni. Fuggire dalle camerette allestite dentro le fiere, che potrebbero essere montate dovunque. Il ritorno al particolare, al singolo, a ogni bambino e alla sua potenza immaginativa.
2 – Quanto partecipa, lo spazio della propria camera, alla crescita emotiva del bambino?
L’ambiente, le case, gli oggetti sono per i bambini interlocutori importanti che influenzano i comportamenti e la vita di relazione. La Cameretta dovrebbe rappresentare per il bambino la sicurezza di uno spazio raccolto, del “proprio” spazio. La società dei consumi (la produzione industriale) oggi va, però, nella direzione di offrire ai bambini uno spazio pre-confezionato, pre-strutturato. La Cameretta, l’organizzazione dello spazio, è frutto di una “razionalità” del sistema produttivo che offre a basso costo un quid spaziale e funzionale già pensato e organizzato. C’è la necessità di liberare lo spazio per liberare la fantasia creatrice.
3 – Dai 18 mesi ai 9 anni i bambini sono immersi nella creazione di mondi possibili: come incentivarli, negli spazi domestici?
Per rispondere a questa domanda credo sia necessario un cambio di prospettiva, un ribaltamento del modo di concepire lo spazio. Non bisogna chiedersi che cosa aggiungere, ma cosa togliere. Abbiamo troppo. Dobbiamo alleggerirci. Alleggerire le mensole, gli armadi significa alleggerire i pensieri, le vite.. liberarci. I bambini non devono essere ingabbiati da posture e punti di vista obbligati, devono invece poter adoperare creativamente e a modo proprio l’ambiente circostante. Solo in questo modo potranno esercitare la loro capacità immaginativa e organizzare un vero spazio relazionale.
Ester Galli